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Lo Zen e l’arte del Calcetto

Psicologia, polemica e un gran Torneo di Calcetto Lori Gerson                                                                                                   Firenze Sangue. Sudore. Lacrime. Per non menzionare destrezza, azione, psicologia zen e polemica. Ma la polemica può aspettare, perché prima della polemica c’è stata la bellezza del gioco, lo spirito di competizione e l’eccitazione di vedere i migliori giocatori internazionali di calcetto nello stesso posto, [...]

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LA NASCITA DI UNA STELLA

C’è chi il calcino lo fa per gioco, chi lo fa per professione, Mari Lena né l’uno né l’altro, lei lo faceva per passione Era concentrata, determinata, arrabbiata. Continuava a lottare nonostante sembrasse che la palla andasse in tutte le direzioni ad eccezione che in quella dei suoi giocatori. Ma non si dava per vinta. [...]

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Mari Lena Schu, un’arma segreta dell’Europass?

Ultimamente nella nostra scuola è arrivata una triste notizia, Marilena torna in Germania. Quando succederà? Prenderà un volo il 15 di agosto. Quindi il giorno di gran tristezza si avvicina inevitabilmente. Per tutti quelli che la conoscono da poco tempo, abbiamo deciso di intervistarla l’ultima volta prima che parta. Solo con noi, con i giornalisti [...]

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Una vetrina non d’oro con un temporale orizzontale

FlorenPass n.5/2010, Recensioni Comments (0)

La piscina comunale “le Pavoniere” – visitata da uno svizzero

La prima settimana a Firenze mi sono comportato come tutti gli altri turisti. Vuol dire che sono corso da un’attrazione a quella dopo. Un giorno, dopo tante cose da vedere e una passeggiata che mi faceva sentire come un maratoneta alla fine del tragitto, ho deciso di andare a una piscina comunale. Un tuffo nell’acqua avrebbe rifrancato spirito e corpo. Sulla pianta della città ho visto che c’era una piscina vicino all’ippodromo nel parco della Cascine. Arrivato mi è sembrato che questo luogo fosse più un circolo sportivo per cicliste e motocicliste che una piscina comunale. Ma mi hanno assicurato che non mi sbagliavo e ho potuto accedere dopo aver pagato l’ingresso di 9 Euro. 9 Euro – per uno svizzero come me questo importo fa venire l’impressione che i rubinetti e le docce debbano essere fatte d’oro. Insomma – ho pagato e sono entrato a cambiarmi i vestiti. Ma con l’intenzione di rinchiudere i miei oggetti di valore mi sono accorto che tutti i cassettini (con una piccola esagerazione ce n’erano quasi milioni) erano vuoti, ma non si potevano usare perché non c’erano serrature. Allora ho deciso di andare con tutta la roba all’aperto, quando inaspettatamente è scoppiato un temporale con una pioggia orizzontale da una doccia non d’oro ma automatica. Non me ne ero accorto prima. Dunque, ben bagnato, sono arrivato alla piscina e ho cercato con gli occhi un posto all’ombra nel verde per riposarmi.

Invece ho provato la successiva delusione – nessun albero, neanche un prato, soltanto un piccolo campo di pavimento nudo che scottava al sole. Sorprendentemente questo pavimento era tutto coperto di corpi sudanti. A volte questi corpi si giravano o si muovevano all’acqua per rinfrescarsi sedendosi sul bordo della piscina. Intanto c’è stata un’altra sorpresa per me – nessuno stava nuotando. Dopo aver trovato un posto per l’asciugamano sono stato contento d’avere molto spazio per fare alcune corsie nell’acqua, se non ci fosse stato il sentimento d’ essere osservato da tutte le parti. Ma non c’era bisogno d’essere preoccupato, perché ho notato che ci si veniva per fare, come un hobby, osservazioni e ammirazioni reciproche. Come disse il venerabile Ovidio?

Spectatum veniunt, veniunt spectentur ut ipsae Spectatum veniunt, veniunt spectentur ut ipsae !

René Reinhardt, Firenze

admin @ October 19, 2011

Sei carino, ma…

Editoriali, FlorenPass n.5/2010 Comments (0)

Quante volte hai fissato i tuoi occhi su una bella ragazza italiana che purtroppo non ti ha prestato attenzione? Sicuramente non è la prima volta che ti senti così, ma non le interessi veramente o si tratta solo di una maschera?

Da tutti è risaputo che alle donne piace farsi guardare e far diventare il gioco dell’amore un incubo, a volte  non necessario. Eppure, il problema diventa ancora peggiore quando loro si accorgono che sono bellissime e utilizzano queste qualità per diventare le donne più difficili da impressionare e per rendere pazzi i ragazzi.

Ovviamente non si può generalizzare, ma normalmente la situazione diventa ancora peggio quando la ragazza è italiana e il povero innamorato è di origine straniera. Questo può essere dovuto alle differenze culturali oppure al carattere esigente e forte della donna italiana.

Ci sono diverse scuse per mandare a quel paese a un ragazzo straniero:

  1. Abiti lontano da me:

Questa è probabilmente la scusa più usata. Molte donne approfittano della distanza per dire “no” a un ragazzo molto pesante che le annoia. Frasi come “stiamo troppo lontani, o abitiamo in due paesi diversi” sono le più usate.

  1. Non parliamo la stessa lingua:

“We don’t speak the same language” dice la ragazza italiana mentre si allontana dal ragazzo che la guarda con faccia da sciocco. A volte la propria lingua può essere il cinese mandarino, purché un ragazzo pesante se ne vada via.

  1. Non sopporteresti il mio stile di vita:

Molto interessante, sopratutto quando il proprio stile di vita viene definito da una situazione in cui la ragazza si rende conto che non prova niente per un ragazzo. Credo che a volte le donne debbano inventare scuse per liberarsi di alcuni uomini pesanti.

  1. Sei carino ma non provo la stessa cosa:

E alla fine siamo arrivati a una frase comune in tutte le culture del mondo. Sembra divertente che a volte tutti noi ragazzi siamo carini, ma solo perché riceveremo una pessima notizia a posteriori; lei non prova la stessa cosa…. ahhh, com’è dura la vita!

Credo che a volte i dettagli non siano necessari così come i complementi, ma siccome stiamo per essere rifiutati, va sempre bene un po’ di galanteria in modo che anche il nostro orgoglio di maschi rimanga più o meno intatto.

Mi resta solo da dire che tutte le donne e gli uomini di qualsiasi paese condividono uno stesso modello che è situato oltre le culture e le nazionalità, e che questo modello viene definito spesso da un sentimento piuttosto primitivo che fa dire a noi ragazzi cose affrettate che non oseremmo dire altrimenti.

 Juan Luis López Adeguero. 

admin @ October 19, 2011